- Paola De Simone
- 2 feb 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 28 set 2020
Il grande vertice musicale dell'Opera di Roma, Daniele Gatti, dirige il Requiem tedesco di Brahms tornando oggi e domani per la concertistica al Teatro San Carlo ma salendo, per la prima volta, sul podio di Orchestra e Coro del Lirico napoletano. Nei suoli solistici cantano il soprano Roberta Mantegna e il baritono Markus Werba


Un immenso affresco corale, di afflato meditativo e filosofico più che religioso, su schema oratoriale ma esente dalla tipica struttura per numeri melodrammatici o dalle connessioni al rito per restituire piuttosto, con forza di accenti e coesione d'insieme, una visione protestante sulla morte. Guardando, innanzitutto, alla vita.
È quanto messo a fuoco da una delle massime pagine del repertorio sinfonico-corale tedesco: il magnifico Ein deutsches Requiem (Un Requiem tedesco) per soli, coro e orchestra op. 45 di Johannes Brahms che oggi, domenica 2 febbraio in turno pomeridiano alle ore 18, e domani lunedì 3 alle ore 20, il Teatro San Carlo propone portando per la prima volta sul podio di Coro (preparato da Gea Garatti Ansini) e Orchestra della Fondazione (nella seconda foto), nonché al fianco dei due solisti Roberta Mantegna (soprano) e Markus Werba (baritono), uno dei più bravi e apprezzati direttori italiani. A rileggere i sette movimenti del Requiem tedesco di Brahms sarà infatti nell'occasione il Maestro Daniele Gatti (nella foto d'apertura), vertice musicale della oggi notevolissima Orchestra dell'Opera di Roma e dell'Orchestra Mozart, organico fondato da Claudio Abbado. Gatti in realtà era già stato a Napoli ospite del San Carlo, ma alla guida di due altre, differenti compagini: nel 1995 l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia e, nel 2006, la splendida Staatskapelle Dresden. Un ritorno atteso e parziale che in effetti riguarda anche il Requiem tedesco, lavoro che si riascolta nello stesso luogo ma nella versione originale contro l'edizione da camera di recente eseguita con il Coro e solo due pianoforti.
Scritto fra gli anni 1854-1868, probabilmente sollecitato dalla morte dell'amico Schumann avvenuta nel 1856 e ulteriormente ispirato dalla scomparsa della madre, l'ampio Ein deutsches Requiem prende forma definitiva nell'estate 1868 avvalendosi di passi scelti dall'Antico e dal Nuovo Testamento nella traduzione in tedesco fattane da Lutero, dunque ad opera dello stesso Brahms e in modo del tutto personale. Fra i temi in trattati, infatti, le miserie e la fragilità della vita terrena, la consolazione per i vivi, la certezza nel perdono divino, la speranza della resurrezione, la felicità della vita eterna, la redenzione del mondo.
Presentato in esecuzione parziale per la prima volta nel 1867, quindi in forma definitiva nel 1869 al Gewandhaus di Lipsia, il Requiem brahmsiano si avvale di un organico sontuoso: oltre alle voci soliste e al coro misto, la partitura prevede un ottavino, due flauti, una coppia di oboi, due clarinetti, due fagotti, un controfagotto ad libitum, quattro corni, due trombe, tre tromboni, bassotuba, timpani, una o due arpe, organo ad libitum e archi.
TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI / STAGIONE DI CONCERTI
domenica 2 febbraio 2020, ore 18.00 - Turno P
lunedì 3 febbraio 2020, ore 20.00 - Turno S
DANIELE GATTI
Direttore | Daniele Gatti
Maestro del Coro | Gea Garatti Ansini
Soprano Roberta Mantegna
Baritono Markus Werba
Johannes Brahms Ein deutsches Requiem (Requiem tedesco), per soli, coro e orchestra, op. 45 (1868)
Coro - "Selig sind, die da Leid tragen“ (Moderatamente lento con espressione)
Coro - "Denn alles Fleisch, es ist wie Gras“ (Allegro non troppo)
Baritono solo e coro - "Herr, lehre doch mich“ (Andante moderato)
Coro - "Wie lieblich sind deine Wohnungen“ (Moderatamente mosso)
Soprano solo e coro - "Ihr habt nun Traurigkeit“
Baritono solo e coro - "Denn wir haben hie keine bleibende Statt“ (Andante, vivace, allegro)
Coro - "Selig sind die Toten“ (Solenne)
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo












































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